4.1.6 - Copia di relazione

Segnatura: Sub-fondo Navi di Nemi, b. 1, fasc. 4, sf. B. 1, c. 6

Tipologia: unità documentaria
Titolo: Copia di relazione
Estremi cronologici: 1931 maggio 21 [Anno IX]

Contenuto: Copia di relazione dalla Società Anonima Rossi Tranquillo alla Direzione Generale delle Costruzioni Navali e Meccaniche, Ministero della Regia Marina

Mittente: Società Anonima Rossi Tranquillo
Destinatario: Direzione Generale delle Costruzioni Navali e Meccaniche, Ministero della Regia Marina
Luogo di partenza: Milano, Via Lupetta 5
Luogo di arrivo: Roma

Regesto: La ditta Rossi Tranquillo si propone di mettere a disposizione un metodo per la conservazione del legname delle Navi di Nemi che lo protegga dall’azione degli agenti atmosferici, micotici e batterici.

Trascrizione:
“Risposta al foglio 4 maggio 1931-IX N. 6094 Direzione S.G.
Alla cortese richiesta fattaci da codesta On. Direzione Generale di dare ampie e precise delucidazioni sul metodo di conservazione del legno e sull’applicazione specifica le navi di Nemi, accennato da questa Ditta, ci onoriamo di comunicare di buon grado quanto segue:
1) Conservazione del legno in genere
I metodi generalmente standardizzati in Europa per una conservazione del legno, intendendo con tale denominazione generica - pali - traverse - tavolami - blocchi per pavimenti ecc. Sono:
1) La Kyanizzazione, cioè trattamento con bicloruro di Mercurio per semplice immersione
2) Creosotaggio per semplice immersione e anche in autoclave eseguito a pressione e a vuoto.
3) trattamento con cloruro di zinco per immersione o per pressione a vuoto
4) miscela di Creosoto (olio di catrame) e Cloruro di zinco.
5) a questi si aggiunge, oggi, un altro sistema introdotto sin dal 1920 - pratico - economico - facile - di profonda penetrazione fatta con mezzi meccanici, detto “Procedimento “COBRA” a base di fluoruro di sodio o dinitrofenolo. Di questo ultimo procedimento, che è tedesco, questa Ditta tiene l’assoluta esclusiva per l’Italia e Colonie, mentre i primi quattro procedimenti, che pure vengono applicati da questa Ditta, non sono coperti da nessun brevetto.
2) Applicazione specifica della conservazione alle navi di Nemi
Come è logico supporre, nessuno dei procedimenti sopra indicati, possono venire applicati nel caso specifico, perché, mentre quelli sono di carattere prettamente industriale, e quindi non adatti, per le navi di Nemi, invece, si deve ricorrere ad altri procedimenti che involvono il problema della conservazione nel senso tecnico e della conservazione nel senso della tecnica di museo, - oltre ad accorgimenti prettamente meccanici, come bendaggi con nastri di ferro ed altri con simili.
Il descrivere ampiamente le delucidazioni richieste, non è naturalmente semplice, richiedendo esse un profondo esame sul posto.
Ci troviamo di fronte, non ad un grande complesso di pezzi di legno montati che si possono senza eccezione sottoporre nelle stesse condizioni agli identici trattamenti, ma a due grandi costruzioni molto complicate e tutte e due montate con diverse qualità di legname. È quindi logico affermare che, usando un identico trattamento per tutte queste parti, il pregiudizio che ne può derivare, sarà senza dubbio grande.
Anzitutto dobbiamo considerare la parte esterna delle navi e il ponte.
Il loro nemico più pericoloso è il sole, ossia l’asciugamento rapido, che per la lunga permanenza nell’acqua del legno, provoca, nel legname slavato, una altrettanta rapida opera di disgregazione e una facilità estrema ad imbarcarsi. Come pure è assai pericolosa la permanenza dell’umidità sotto l’involucro di piombo di protezione che noi supponiamo esservi, umidità che favorisce lo sviluppo della putredine. Queste lastre di piombo impediscono che il legname venga trattato, agli effetti, della conservazione, con quell’eccellente mezzo preventivo che è il sublimato corrosivo, occorre quindi ricorrere all’azione di sali metallici indifferenti.
Le vie che all’ingrosso possono essere meglio indicate da seguire, sono le diverse seguenti:
Vi sono parti estreme delle navi che vanno protette contro la putredine: in parte è da considerare anche la protezione contro gli insetti, dato che taluni distruttori del legno possono deporre le loro uova sopra la superficie del legno. Ciò però non ha affatto importanza quando si renda la superficie impenetrabile a tale deposizione di uova.
Non sarà inoltre eccessivo considerare il pericolo del fuoco e anche a ciò si può ovviare miscelando opportunamente i prodotti ignifughi, con prodotti contro i funghi parassiti.
Così pure va considerata la straordinaria facilità di alcune parti a spezzarsi, quindi i legnami fortemente distrutti, devono in qualche modo venire sostenuti, come le parti soggette ad alterarsi devono essere mantenute nella loro forma primitiva.
Noi, anche con la collaborazione di un riconosciuto specialista Europeo molto favorevolmente noto pure in America, dove l’industria della conservazione del legno, ha assunto un larghissimo ed eccezionale sviluppo scientifico-tecnico, il Prof. Dott. Ing. Moll di Berlino, proponiamo di trattare l’intero complesso del legno in quanto ciò sia possibile, con una soluzione acquosa di fluoruro di Sodio alla quale si aggiungerà, come ignifugo, del fosfato Ammonico.
Dove sarà possibile avere staccate delle singole parti di legno, si metteranno in appositi recipienti di dimensioni corrispondenti contenenti soluzioni antisettiche ed ivi lasciate bene impregnare per alcuni giorni, come avviene per la kyanizzazione. In caso diverso si procederà all’impregnazione con abbondanti bagnature.
Raggiunta la protezione contro i funghi, si dovrà procedere alla protezione contro gli altri agenti della disgregazione del legno e a tale uopo consigliamo di immergere con i mezzi che saranno a disposizione, la massa legnosa in paraffina fusa quando non vi sia timore di cambiamento di forma e quando detta massa non sia così fracida da cadere semispontaneamente in frantumi.
Sull’entità dei lavori non è pure facile esprimere un preventivo assoluto.
Con i nostri occhi di tecnici, possiamo stimare per ogni nave, un complesso di circa 500 metri cubi di legnami diversi, per cui occorre circa 1000 Kg. di fluoruro di Sodio e circa 2000 kg. di fosfato Ammonico. Il fabbisogno in paraffina si può calcolare all’incirca in 2000 kg. sempre per ogni nave. A queste si devono aggiungere le spese di manodopera (circa 20 operai e per circa 3 mesi), di sorveglianza e di direzione.
Il tutto naturalmente calcolato al minimo.
Quanto sopra costituisce un breve cenno dei mezzi che si possono adottare.
Un giudizio definitivo potrà essere dato solo, ripetiamo, dopo un attento esame sul posto e noi ci mettiamo fin d’ora a disposizione di codesto On. Ministero per quanto ritenesse opportuno chiederci.
Lo scopo finale deve essere quello di mantenere la nave nelle identiche condizioni in cui si trova ora che è estratta dall’acqua e di preservarla da ulteriori deterioramenti.
Sulla ns/ potenzialità - e capacità - codesto On. Ministero, di cui ci onoriamo essere già fornitori, potrà avere più esaurienti informazioni dall’On.le Ministero delle Comunicazioni - Ufficio Approvvigionamenti - Istituto Sperimentale.
Pertanto, con perfetta osservanza, ci segniamo”

Consistenza: c. 1
Busta: 1
Fascicolo: 4
Nota dell’archivista: Firma mancante
Tipologia fisica: foglio
Supporto: carta velina
Descrizione estrinseca: Lettera dattiloscritta; mm 285x225
Stato di conservazione: buono

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